Stellina Mema
Scrittrice
Il mio nome lo scelsero i fratelli di mia madre rubandolo a un film. Devo ancora capire quale film fosse: anche gli adulti non sanno mentire. Il mio nome non mi è mai piaciuto ma non saprei come chiamarmi altrimenti. Le persone mi chiamano Stella e c’è una persona che dice “Stella” meglio di tutte le altre persone.
Al momento scrivo solo quando raggiungo il limite. Non credo che limite sia la parola giusta. C’è una parola in inglese che internet traduce come “linea di confine” ma che io continuo a leggere come “toccare il fondo”. Mi piacerebbe poter usare questa parola anche se non mi piace contaminare l’italiano con l’inglese. Vorrei saper scrivere in tutte le lingue del mondo. Non credo che le parole siano mai abbastanza. Il processo di scrittura, a mio avviso, passa attraverso la ricerca della parola che meglio esprime quello che sento. Sbaglio sempre tutte le parole ma mi hanno fatto credere che c’è qualcuno che sa scrivere. Non c’è nessuno che sa scrivere. Anche se sapessi scrivere in tutte le lingue del mondo, le parole non sarebbero abbastanza. Saper scrivere in tutte le lingue del mondo, forse, mi darebbe l’illusione di sapermi esprimere. C’è chi dice che solo l’arte consente di esprimersi. Hanno ragione. Io non so disegnare e tutti non fanno altro che parlare di talento. Mi viene in mente una scritta illuminata che vidi su un muro di Vienna. Sono andata a cercarne il significato. Gli artisti sanno esprimersi. Forse qualcuno gli ha illusi di avere talento, forse credono di avere talento. Io non credo a nessuno e a nessuna di queste cose e gli adulti continuano a non saper mentire.
Penso spesso al saggio breve della maturità e all’estate che passai con Italo Calvino. Durante il processo di scrittura mi vengono in mente sempre due persone. Mi hanno illuso di avere talento. Anche gli adulti mentono. Quando si tocca il fondo si crede anche alle bugie. C’è ancora qualche adulto che crede al vero? Esiste ancora qualcuno in grado di riconoscere il bello? È ancora possibile dipingere, scolpire, scrivere, suonare, ballare, recitare, fotografare, disegnare o indossare il buono? Hanno forse insegnato agli artisti che cos’è il giusto? E che cos’è l’arte?
Non basterebbero le parole di tutte le lingue del mondo.